BTTF 26: giovedì 11 giugno

Dalla colazione al teatro, le storie che ci attraversano

La quinta edizione di BTTF Human Made Festival si apre giovedì 11 giugno alle 10.30 con COLAZIONE che arriva in Quartiere Adriano, a Magnete Bistrot, con caffè e brioche. A COLAZIONE ci si conosce, ci si riconosce (per chi già frequenta questo gregge “da bar”) e si chiacchiera insieme di cultura. In questo appuntamento parliamo di alleanze intergenerazionali e diversi approcci alla cura delle relazioni. Chi si prende cura di chi? Questa la domanda che attraversiamo con Noemi Satta, Giulia Alonzo, Sara Carmagnola e Josephine Magliozzi e con gli interventi di Giacomo Zani | Mica Macho, Giulio Franchin | ARCI Milano e Tiziana Francesca Vaccaro | Tutto il tempo che rimane. L’incontro è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria. Questa COLAZIONE è parte della rete CLOSER, un’alleanza tra festival che tiene insieme pratiche, pubblici e territori.

Nel pomeriggio, alle 15 a Cascina San Paolo, Nina’s Drag Queens propone Moltitudini un laboratorio aperto a persone di qualsiasi genere ed esperienza. L’identità è un concetto complesso, mutevole e stratificato: qualcosa cambia continuamente, qualcosa resta. Quanto di noi nasce dallo sguardo degli altri? Quanto da abitudini, privilegi, desideri o possibilità? Attraverso esercizi di scrittura e pratiche teatrali esploreremo queste domande. In particolare, rifletteremo su identità di genere e orientamento all’interno di un paesaggio più ampio, fatto di esperienze, stereotipi e modi di stare nel mondo. Il laboratorio potrebbe includere incursioni nello spazio urbano. La partecipazione è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria.

Alle 19 ci vediamo di nuovo a Magnete Bistrot con Welcome People of Earth per brindisi di saluto e inaugurazione.

La sera, alle 20.30 a Magnete, punto di comunità del quartiere, viene presentato Letters from Chiran di Concreto Theatre (in inglese con sovratitoli in italiano). Tomoya Kawamura e Francesco Procopio portano in scena il racconto di ragazzi giapponesi, arruolati tra le file dei kamikaze durante la Seconda guerra mondiale. Un viaggio nel passato che mette criticamente in relazione l’incoscienza dei giovani, lo spazio del libero arbitrio e le contraddizioni dei grandi poteri.